Halloween
Di tutte le cose che continuiamo a importare dall’America una categoria che mi dà abbastanza noia sono i “doppioni”. Halloween rientrava a pieno titolo tra questi: abbiamo già il carnevale, a che serve un’altra festa in cui ci si mette in costume e si fanno gli scherzi? Poi ho visto alcuni costumi di Halloween e ho capito. La cosa ha senso, moltissimo!
Il teatro Argentina
In questi giorni sto approfondendo la mia conoscenza dei teatri italiani. Tra tutte le programmazioni una delle più interessanti mi è sembrata quella del teatro Argentina di Roma, la segnalo per dovere di cronaca, se preferite andare allo stadio fate pure.
L’etimologia del nome di Biella
L’odierno nome di Biella deriva da “Bugella”. Esso appare la prima volta nell’atto di donazione fatta dagli Imperatori Ludovico il Pio e Lotario, il 10 luglio 826, al Conte Bosone.
“Bugella” non è di origine latina , ma la forma latinizzata di un nome preesistente. Da notare che la lettera “g” doveva avere pronuncia velare, trovandosi nei documenti anche la forma “Bujella” . Il Mullatera ricorda, all’inizio delle sue “Memorie”, l’opinione di alcuni che lo fanno derivare da “Bruticella”, per la dimora che vi avrebbe fatto il cospiratore contro Cesare, Decimo Bruto; nelle “Giunte del Ms. Torinese I”, polemizza con Mons. Della Chiesa, secondo cui il nome di Biella deriverebbe dalla pianta “betulla”, volgarmente detta “biolla”.
Il Can. G. B. Modena crede che il nome venga da Brutio Romano, generale vinto da Annibale. L’abate Gustavo Avogadro lo fa derivare da “Biel”, dio celtico e scandinavo della vegetazione. La radice BUG del nome “Budella” si può ricondurre alla radice indoeuropea BHAG o BAG, che indica l’albero del “faggio”. Secondo un’evoluzione fonetica, regolata da determinate leggi, aggiunti i suffissi sostantivali proprii delle singole lingue.
Le miniere della Val Imperina
Francesco de la Crotta fu il primo esponente di questa casata con vocazione mineraria: originario di un piccolo centro industriale nei pressi di Lecco, trasferitosi nel Bellunese, in quel di Agordo tra la fine del sedicesimo e i primi anni del diciassettesimo secolo, intraprese lo sfruttamento dei giacimenti di rame di Val Imperina, nei pressi di Rivamonte.
Il Crotta vi introdusse con successo nuove tecniche di escavo e coltivazione che gli consentirono di scoprire la più produttiva miniera della zona – se non di tutta la Repubblica di Venezia – e di divenire in breve tempo smisuratamente ricco e importante, citato e considerato dai rappresentanti della Serenissima e al posto d’onore nella coeva cronaca del canonico Barpo. Altrettanto ricchi e famosi furono i suoi figli, Giuseppe e Giovanni Antonio, che seguitarono l’attività paterna e diedero ulteriore lustro al nome con l’acquisto, nell’anno 1646, del titolo nobiliare più alto della Repubblica: il patriziato.
Directory per adulti
Nasce una directory per adulti, un “nuovo” esperimento, nuovo almeno per me! Di nuovo c’è il CMS utilizzato (si tratta di Arfooo, che non conoscevo e che ha alcune caratteristiche decisamente interessanti) ma soprattutto l’argomento. E’ una vita che mi occupo di recensire siti, per un motivo o per l’altro e nella maggior parte dei casi si tratta di siti legati al turismo. Bè volete sapere la verità? E’ una noia mortale: i siti turistici sono tutti uguali, i siti degli alberghi si assomigliano tutti e quelli dei cosiddetti “portali informativi” sono solo dei contenitori delle stesse cazzate che si vedono in mille posti diversi. Le stesse foto, le stesse descrizioni in mille siti diversi e tutti con un solo e unico scopo: farvi prenotare una camera, un volo o una macchina a noleggio.
Nel porno c’è ancora spazio per essere creativi, ho visto cose, idee, soluzioni che i siti “puliti” nemmeno si sognano. Il porno è sempre stato più avanti, c’è solo da imparare.
I preliminari dei preliminari
E’ ora di farla finita, ce le avete proprio trifolate. Non c’è fine, se continua così l’unico modo per riuscire ad avere un po’ di soddisfazione sessuale sarà rivolgersi ai mitici prodotti tenga…
No dico, siccome non erano abbastanza i preliminari ora abbiamo anche i preliminari dei preliminari? Eccheccavolo…
Gennaro Serena: Il Boia della Città di Avellino
Gennaro Serena nato ad Avellino verso il 1786, nella sua città ha svolto, non sappiamo se a tempo pieno o “part time”, un singolare quanto inusitato mestiere: il tirapiedi ovvero il boia. Il tetro lavoro di Gennaro in certi giorni era assai pesante, in qualche circostanza, ha richiesto pure la sua presenza anche fuori di Avellino. Briganti che infestano la provincia con saccheggi e omicidi venivano messi all’impiccagione, ma anche onesti e stimati intellettuali, professionisti e artigiani, rei di aver gridato Costituzione durante i moti del 1820, scoppiati nella città Avellinese nei primi giorni di luglio di quell’anno. Il lavoro per il nostro Gennaro Serena non è mancato neppure quando nel giugno del 1813, Luigi Beer aveva diramato nell’ex principato di Talleyrand l’ordinanza sul nuovo “Codice d’Istruzione.. “, entrato in vigore il 14 novembre 1813, col quale si stabiliva che la condanna a morte, da tale data, andava eseguita “alla francese”, cioè mediante ghigliottinano.
Sesso!
Siccome a parlare troppo di cose serie mi stufo a morte e questo blog sta diventando decisamente troppo serio mi sembra arrivato il momento di parlare di qualcosa che piace a tutti: sesso!
Ecco, adesso che sono sicuro di avere la vostra attenzione mi permetto di provare a direzionarla verso questo minisito. Non c’è niente di pornografico, i miei più affezionati lettori saranno quindi enormemente delusi, ma è un sito piuttosto importante per me dato che si tratta di un esperimento che dovrebbe… dovrebbe darmi delle soddisfazioni.
Se vi scandalizzate a vedere belle figliole, se avete fatto voto di castità, se il sesso non fa per voi allora vi prego di non visitare questo sito.
Se invece il sesso vi piace parecchio e siete alla ricerca di qualche nuovo argomento, allora potrebbe essere una buona idea farci un giretto per trovare qualche idea interessante per coppie ma anche per single.
La Capitale dei Piceni
La popolazione dei Piceni, o Picenti, comincia a riconoscersi, in maniera distinta, durante il periodo dell’Età del Ferro. Essa controllava la vasta area del Medio Adriatico tra Marche e Abruzzo a partire dal IX secolo a.C. fino all’intervento espansionistico romano. Gli studi più recenti non fanno più riferimento a spostamenti in massa di popolazioni vicine, ma ad una fusione di diverse provenienze e culture che, molto lentamente, hanno dato vita alla popolazione autoctona dei Piceni, con Ascoli capitale. La volontà dei romani di assoggettare quest’area provocò nel 269 a.C. la ribellione di Ascoli che riuscì, nonostante le disfatte, a conservare una sua indipendenza come civitas foederata. Esistono diverse teorie sull’origine del nome della città. Secondo il poeta latino Silio Italico, i Pelasgi – popolazione greca – guidati dal re Aesis, risalirono la costa dell’Adriatico e si fusero con i popoli presenti nel territorio piceno, insediandosi sul colle dell’Annunziata detto tuttora colle Pelasgico. Dalla radice as del mitico re si potrebbero spiegare toponimi quali Ascoli, Aso, lesi. Secondo una versione riportata da Strabone e da Plinio il Giovane, delle genti sabine sarebbero arrivate in questo territorio in seguito ad una migrazione rituale detta primavera sacra. In questo viaggio, esse sarebbero state guidate da un picchio – uccello sacro a Marte – oppure da Pico, mitico re figlio di Saturno; da qui il nome Piceno.
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