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pieru che in Finlandese rende l’idea …

Fairey Firefly

Il Fairey Firefly era un aereo da caccia monomotore ad ala bassa destinato all’impiego sulle portaerei, prodotto dall’azienda britannica Fairey Aviation Company Ltd negli anni quaranta.

Considerato uno dei caccia imbarcati più rappresentativi impiegati nella Fleet Air Arm della Royal Navy, venne utilizzato a partire dall’autunno del 1943 in tutti i teatri della seconda guerra mondiale fino ad oltre la guerra di Corea, durante la quale vennero impiegati intensamente gli esemplari delle varianti più recenti.

Successore del Fulmar, il Firefly venne utilizzato, oltre che nel suo ruolo principale, come caccia notturno, ricognitore, addestratore ed antisommergibile, sia in patria sia all’estero.

La scheda completa dell’aereo su Wikipedia.

ottobre 13, 2021 Posted by | guerra, Storia | , | Lascia un commento

Gal Gadot

Gal Gadot è un’attrice e modella israeliana, nota principalmente per il ruolo di Wonder Woman nel DC Extended Universe e di Gisele Yashar nella saga di Fast and Furious. Come modella è stata vincitrice del titolo di Miss Israele 2004 ed ha rappresentato il suo paese a Miss Universo nello stesso anno.

ottobre 6, 2021 Posted by | cinema | Lascia un commento

Rita Martin

E’ stata una delle migliori e più conosciute fotografe del suo tempo, Rita Martin era anche una donna bellissima, come si vede in questa foto, scattata molto probabilmente negli anni 10 o 20 del secolo scorso. Una fotografia bellissima che ha probabilmente compiuto un secolo di vita.

settembre 29, 2021 Posted by | Storia | | Lascia un commento

Bollywood!

Col termine Bollywood, fusione di Bombay e Hollywood, si intende il cinema popolare in lingua hindi e occasionalmente in lingua urdu, con caratteristiche specifiche che lo differenziano sia dal cinema hindi d’autore sia dalle altre cinematografie indiane (tamil, malayalam, telugu e bengali), altrettanto ricche di produzione annuale di film e di talenti nei più svariati campi della cinematografia.

Il cinema arriva in India nel 1896, un anno dopo l’invenzione del cinematografo; si svolgono proiezioni di filmati che riprendono un treno in corsa e scene simili. Presto vennero ordinati proiettori e vari tipi di macchinari. Nel 1913 viene realizzato il film mitologico Raja Harishchandra di Dhundiraj Govind Phalke.

Quello mitologico diventa il genere più popolare del cinema muto, anche se non mancano titoli di genere sociale come Gun Sundari del 1927; il sottofondo musicale era fornito da musicisti presenti nelle sale cinematografiche, la loro presenza suscitava nel pubblico la voglia di accompagnare in qualche modo il ritmo della musica.

La diva più nota del cinema hindi è stata Devika Rani. Già allora si hanno le prime collaborazioni con registi europei, come quella tra Franz Osten, tedesco, e Niranjan Pal. Il primo film sonoro esce nel 1931, diretto da Ardeshir Irani: si intitola Alam Ara di cui sfortunatamente non sono pervenute copie.

Intorno agli anni trenta cominciarono a nascere i primi studios cinematografici, i più importanti furono il New Theatres di Calcutta, Prabhat nella città di Pune e il Bombay Talkies. Due registi di rilievo di questo periodo, Debaki Bose e Pramathesh Chandra Barua lavorano nello studio New Theatres. Per quello che riguarda Bombay Talkies, ebbe una grande importanza per il cinema indiano, qui si formarono attori come Dilip Kumar e Raj Kapoor.

Già verso la fine del decennio gli studios cedettero il posto a compagnie di produzione create dagli stessi registi, nascono RK Films di Raj Kapoor e Mehboob Productions del regista Mehboob Khan.
Gli anni d’oro

Il periodo che va dagli anni quaranta agli anni sessanta è indicato da critici e studiosi come l’epoca degli anni d’oro del cinema hindi. Questi sono gli anni delle personalità, dei divi e delle dive che ancora oggi costituiscono un modello per i giovani artisti.

Per ciò che riguarda gli attori, tre nomi svettano sugli altri: Dev Anand spesso interprete di noir e polizieschi, Dilip Kumar col suo particolare stile tragico e dai toni sfumati e Raj Kapoor, noto anche come regista e produttore che è considerato una delle più importanti personalità di Bollywood; interprete delle istanze e delle problematiche di una società che subiva un’importante transizione, con l’esodo verso le città di grandi masse di contadini. Ha raccontato le ansie e i sogni dell’India di Jawaharlal Nehru, ma anche la disillusione che ne seguì.

I film di questo periodo hanno la capacità di tenere insieme il migliore senso melodrammatico del cinema hindi, di cui è esempio Guru Dutt oltre al già citato Raj Kapoor, e le problematiche sociali di un paese che stava affrontando grandi cambiamenti, raccontati magistralmente dal regista Bimal Roy.

Al tempo stesso era questo il periodo che ha conosciuto alcune delle più belle voci dell’India come Mohamed Rafi e Lata Mangeshkar; musicisti di livello come Rahul Dev Burman e Naushad, scomparso recentemente.

Erano gli anni delle grandi dive (non di rado provenienti da famiglie musulmane), che hanno rappresentato modelli di eleganza, bellezza e anche modernità: Nargis, Waheeda Rehman, Vyjayanthimala, Nutan, Meena Kumari e molte altre.

Erano simbolo di donne intraprendenti, coraggiose e, a volte tragiche eroine romantiche; comunque icone con cui il pubblico trovava una grande identificazione.

Questa effervescenza di temi e talenti continua negli anni sessanta dove però si assiste a un graduale distanziamento dalle esigenze del post indipendenza, il pubblico è maggiormente attratto verso film in cui prevale un tono più leggero e allegro, dove rimane l’atmosfera romantica unita a un tratto un po’ anticonvenzionale, di cui fu maggiore interprete Shammi Kapoor. I suoi film erano freschi e spensierati, con trame avventurose e arricchiti da canzoni molto attraenti.

Shammi Kapoor con la sua aria un po’ da guascone e un po’ da cantante di rock and roll, incarnò alla perfezione lo spirito di quegli anni. Nei suoi film era spesso affiancato dall’attrice Sharmila Tagore, con cui realizzò vari successi.

Sharmila Tagore lavorò con un altro divo di quegli anni, Rajesh Khanna. Quest’ultimo per circa dodici anni scatenò una vera e propria isteria di massa, specialmente nel pubblico femminile. Era la quintessenza dell’eroe romantico, uno dei film che meglio esprime questo suo ruolo è Amar Prem (amore eterno). L’era si chiude con un lento declino del puro romanticismo e, presto Rajesh Khanna dovette cedere il posto a quella che diventerà l’icona del cinema hindi.

Iniziare un viaggio alla scoperta di Bollywood può sembrare un’impresa titanica ma ne vale assolutamente la pena. Come motivazione possiamo dare un’occhiata alle star più belle di Bollywood e quindi correre su Netflix alla scoperta delle serie e dei film Hindi.

settembre 14, 2021 Posted by | cinema | Lascia un commento

Focke-Wulf Fw 190

Il Focke-Wulf Fw 190, noto anche come Würger (Averla in tedesco), fu un aereo da caccia e cacciabombardiere monoposto, monomotore e monoplano ad ala bassa, sviluppato dall’azienda aeronautica tedesca Focke-Wulf Flugzeugbau GmbH negli anni trenta e impiegato dalla Luftwaffe durante il secondo conflitto mondiale. Al tempo della sua entrata in servizio, nel 1941, era a parere di alcuni autori il più avanzato caccia al mondo. Più veloce dello Spitfire, la sua velocità di imbardata era eccezionale. L’alto carico alare del caccia tedesco era la causa di uno dei suoi difetti: la tendenza ad andare in stallo senza preavviso, con conseguente rovesciamento ed entrata in vite.

Fu sottoposto a continui sviluppi e migliorie che gli permisero di restare competitivo con i più moderni aerei Alleati fino alla resa della Germania, nel maggio 1945. Era considerato dai piloti, in genere, superiore all’altro principale caccia tedesco, il Messerschmitt Bf 109.

In decine di versioni, il Fw 190 fu costruito in 13 367 esemplari come intercettore e in 6 634 come caccia bombardiere e si distinse su tutti i fronti. Fu equipaggiato sia con motori radiali che in linea.

La scheda del 190 su Wikipedia

settembre 8, 2021 Posted by | guerra, Storia | , | Lascia un commento

Fabiana Semprebom

Fabiana Semprebom è una modella brasiliana. Ci sono poche cose in grado di attirare nuovi visitatori più di una modella brasiliana, mi aspetto orde di nuovi lettori su questo blog.

settembre 1, 2021 Posted by | Markettting | | Lascia un commento

Due ragazze algerine

La foto qui sotto ritrae due ragazze algerine. Non sono attrici, cantanti o celebrità, sono due giovani ragazze dell’Algeria. Bellissime.

La foto è stata scattata nel primo decennio del secolo scorso e quindi colorata successivamente in qualche modo.

agosto 25, 2021 Posted by | Storia | Lascia un commento

Messerschmitt Bf 109

Nei primi mesi del 1934, nell’ambito della ricostituzione della propria aeronautica militare (la Luftwaffe) con velivoli di nuova tecnologia, il Reichsluftfahrtministerium (RLM), il ministero che nella Germania hitleriana sovraintendeva all’intera aviazione, decise di bandire una gara per la fornitura di un nuovo aereo da caccia ad alte prestazioni e destinato a superare i pari ruolo allora in servizio nelle aeronautiche europee, nonché a sostituire gli oramai obsolescenti biplani Arado Ar 68 ed Heinkel He 51. Le specifiche del nuovo modello, in ottemperanza a quanto discusso l’anno prima dal Technisches Amt (“Ufficio Tecnico”) dell’RLM, rispondevano alle seguenti caratteristiche: cellula di costruzione interamente metallica con configurazione alare monoplana dotato di carrello d’atterraggio retrattile, equipaggiato con il nuovo motore Junkers Jumo 210 da 12 cilindri a V rovesciata raffreddato a liquido, che fosse capace di raggiungere i 400km/h a 6000m di quota, ed in grado di raggiungere la quota di 6000 m in un tempo di salita di 17 minuti e una tangenza di 10000 m[8]. Inoltre, doveva essere armato con 2 mitragliatrici da 7,92mm alloggiate nel cofano motore e preferibilmente un cannone da 20 mm alloggiato nella V dei cilindri del motore, una soluzione in voga negli anni trenta e adottata anche da modelli francesi. Venne inoltre richiesto, sempre dal RLM, un carico alare non superiore ai 100;kg/m².

Non essendo, per la tecnologia dell’epoca, prestazioni ardue da raggiungere il concorso richiamò l’attenzione delle maggiori aziende aeronautiche tedesche del periodo: la Heinkel, la Arado e appunto la Bayerische Flugzeugwerke. La costruzione dei prototipi, tre per ogni azienda concorrente, doveva concludersi entro la fine del 1934.
Prototipi e prime versioni

Il Bf 109 venne progettato a partire dal marzo 1934 dall’ingegnere Willy Messerschmitt, titolare e capo progettista dell’omonima azienda di Augusta che all’epoca lavorava per conto della Bayerische Flugzeugwerke, e dal suo collaboratore ing. Robert Lusser. Al progetto venne assegnata la sigla di fabbrica P.1034. Lo studio tecnico della Messerschmitt creò la cellula più piccola possibile nella quale installare il più potente motore disponibile,[9] presentando al Ministero dell’Aria, nel gennaio 1935, un modello cui fu data la designazione ufficiale di Bf 109, preludio alla nascita del prototipo Bf 109 V1 (immatricolato D-IABI) che volò per la prima volta ad Augusta il 28 maggio 1935, ai comandi del pilota collaudatore Hans-Dietrich Knötzsch. Il propulsore scelto era un motore V12 Rolls-Royce Kestrel da 695 hp (518kW), non essendo ancora disponibile lo Junkers Jumo 210. Al suo primo volo, il caccia tedesco era certamente uno dei più avanzati progetti dell’epoca e sicuramente più avanzato dei suoi concorrenti francesi e britannici già in servizio, tenuto conto che i successivi Hawker Hurricane e Supermarine Spitfire compirono il primo volo rispettivamente il 6 novembre del 1935 ed il 5 marzo 1936.

Nel settembre del 1935, dopo quattro mesi di prove, il prototipo V1 (dal tedesco Versuch, “prova”) venne consegnato al centro sperimentale (Erprobungsstelle) della Luftwaffe di Rechlin. Nel concorso per il nuovo caccia della Luftwaffe, che intendeva rimpiazzare gli He 51 e Ar 68, il Bf 109 si trovò a competere con altri prototipi dell’Arado (Ar 80), della Focke-Wulf (Fw 159) e dell’Heinkel (He 112). Soltanto quest’ultimo si rivelò un serio avversario nelle prove di volo condotte nell’ottobre 1935. Essi ebbero come risultato un ordine per la produzione di dieci prototipi dell’He 112 e del Bf 109 e, nel dicembre 1935, il V1 fu inviato assieme agli altri prototipi, a Travemünde per ulteriori prove.
Il Comandante dell’Armée de l’Air francese, generale Vuillemin, passa in rassegna lo stormo da caccia “Richthofen” della Luftwaffe, nell’agosto 1938. È accompagnato dal General-leutnant Hans-Jürgen Stumpff, e dall’ispettore dei reparti caccia General-oberst Erhard Milch. Gli apparecchi sono Bf 109 B, con le insegne nazionali in uso fino al 1939.

Il secondo prototipo V2 fu pronto nell’ottobre 1935, equipaggiato con uno Junkers Jumo 210A da 610CV (455;kW), propulsore per il quale l’aereo era stato disegnato e che era stato nel frattempo consegnato. Dopo un primo volo avvenuto nel gennaio 1936, il V2 arrivò a Travemünde in marzo; nel frattempo, i prototipi Fw 159 e Ar 80 erano già stati scartati. Fino a quel momento, l’He 112 si era rivelato un duro avversario per il prototipo di Messerschmitt, ma con l’arrivo del Bf 109 V2 equipaggiato con il motore Jumo 210, tutto cambiò: il Bf 109 superò il prototipo Heinkel in quasi ogni aspetto, e in particolare in una dimostrazione di agilità e maneggevolezza i piloti collaudatori della Luftwaffe che inizialmente erano diffidenti verso il Bf 109, furono conquistati dalla facilità di comando del velivolo. Nel marzo 1936 giunse notizia che in Inghilterra il Supermarine Spitfire era entrato in produzione: e che possedeva prestazioni superiori a quelle di ogni altro aereo tedesco in servizio. A quel punto il RLM dichiarò vincitore il Bf 109 che, essendo anche molto meno costoso del He 112, era apparso nettamente migliore quanto a prestazioni. A giugno del 1936, il primo prototipo del Bf 109, V1, apparve in pubblico durante le Olimpiadi di Berlino. Entrambi i successivi prototipi (V2 e V3) erano stati predisposti per montare due mitragliatrici MG 17 calibro 7,92 mm, nel cofano motore, camerate per il munizionamento 7,92 × 57 mm Mauser e dotate di dispositivo di sincronizzazione per sparare attraverso il disco dell’elica. Il prototipo V3 volò sempre nel giugno 1936 con questa configurazione e fissò il modello per il primo lotto di preproduzione consegnato verso la fine dell’anno.

"Il 109 era un aereo da sogno, il non plus ultra. Ovviamente tutti volevano volarci il prima possibile" (Günther Rall)

La scheda del 109 su Wikipedia

agosto 11, 2021 Posted by | guerra | , | Lascia un commento

Edwige Fenech

Nasce ad Annaba (all’epoca denominata Bône), nell’allora Algeria francese, il 24 dicembre del 1948 da padre maltese e da madre italiana originaria di Acate (in provincia di Ragusa), di cui diverrà cittadina onoraria. A seguito del divorzio dei genitori, si trasferisce con la madre a Nizza, in Francia, dove frequenta il liceo e studia danza e medicina. Lì viene notata mentre passeggia per strada e ingaggiata per una piccola parte nel film Toutes folles de lui di Norbert Carbonnaux.
Edwige Fenech (al centro) vince il concorso di bellezza Lady France nel maggio 1967

Nel 1967 partecipa al concorso di bellezza Lady France, che si svolge a maggio durante il Festival di Cannes e che vince, ottenendo così il diritto di partecipare a Lady Europa come rappresentante del suo paese; la manifestazione si svolge ad agosto e la Fenech si classifica al terzo posto, dietro alla vincente Dolores Agusta e alla spagnola Rocío Jurado. Pur non vincendo, viene notata da un talent scout che le propone di girare in Italia, da protagonista, il film Samoa, regina della giungla, per la regia di Guido Malatesta; si trasferisce quindi in Italia con la madre.

Dopo questo film e il successivo, Il figlio di Aquila Nera, sempre per la regia di Guido Malatesta, lavora per un certo periodo in Germania; ritorna poi in Italia per girare due film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Don Franco e don Ciccio nell’anno della contestazione e Satiricosissimo (in cui interpreta l’imperatrice Poppea). Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, recita in film del genere giallo in voga in quegli anni. Inizia un duraturo sodalizio soprattutto con il regista Sergio Martino, con titoli quali Lo strano vizio della signora Wardh, che la fanno diventare un’icona del giallo erotico.
Robert Hoffmann ed Edwige Fenech in Le calde notti di Don Giovanni (1971)

La sua consacrazione avviene nel 1972 quando è protagonista del “decamerotico” Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda di Mariano Laurenti, pellicola divenuta un film di culto del cinema trash, come il successivo Giovannona Coscialunga disonorata con onore. Da allora per circa un decennio è protagonista della cosiddetta commedia sexy all’italiana, con tutti i suoi sotto-filoni, quello scolastico, quello militare, quello ospedaliero e quello poliziottesco. I primi film di quest’ultimo genere interpretati da Edwige Fenech sono 40 gradi all’ombra del lenzuolo di Sergio Martino, con Tomas Milian, e La poliziotta fa carriera con Mario Carotenuto e Alvaro Vitali (in cui impersona una provocante poliziotta) del 1976, fino all’ultimo film della serie che è del 1981. Nel 1976 appare nel film La pretora, diretto da Lucio Fulci.

agosto 4, 2021 Posted by | cinema | Lascia un commento

Lily Elsie

Non sarà particolarmente famosa ma Lily Elsie merita di essere nominata, anche lei era una donna bellissima, una cantante e un’attrice, attiva all’inizio del secolo scorso.

luglio 28, 2021 Posted by | cinema | Lascia un commento