Un altro blog di Pieru?

pieru che in Finlandese rende l’idea …

Ravenna

Piazza Popolo RavennaÈ la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi sul litorale adriatico. Ravenna, nella sua storia è stata capitale tre volte: dell’Impero Romano d’Occidente (402 – 476), del Regno degli Ostrogoti (493 – 553) e dell’Esarcato bizantino (568 – 751).

Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, come sito seriale “Monumenti paleocristiani di Ravenna”.

Nella seconda metà del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La Darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l’energia.

Chi sta pensando di visitare Ravenna può trovare qualche informazione utile qui.

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dicembre 31, 2014 Posted by | Italia | , , | Lascia un commento

Vuoi il wifi? Te lo devi guadagnare

password_wifiCircolano parecchie versioni di questo bigliettino in cui uno dei due genitori ricatta il figlio… oddio ricatta, mi pare che chieda cose sacrosante ovvero

  1. Rifatti il letto
  2. passa l’aspirapolvere di sotto
  3. posta a spasso il cane

Che dovrebbero essere cose basilari comunque l’astuto genitore ha un potente asso nella manica per riuscire a ottenere dal figlio (o dalla figlia) l’espletamento dei suoi doveri e cioè la password del wifi.

Sono un po’ scettico sulla possibile diffusione di questo metodo, la maggior parte dei genitori che conosco, con figli in età da wifi, non è in grado di modificare le impostazioni del router e non andrebbe mai a modificare la password perchè poi dovrebbe modificarla anche lui e fa troppa fatica…

dicembre 27, 2014 Posted by | Ridere | Lascia un commento

Storia di Pesaro

Medaglia PesaroLe origini della città risalgono all’età del ferro, quando Pesaro era un villaggio piceno, come provano gli scavi effettuati nel centro della città nel 1977. Il nome della città, in latino Pisaurum, secondo alcuni deriva dal vecchio nome del fiume Foglia (Isaurus o Pisaurus).

La tradizione vuole invece che il nome della città sia derivato dal fatto che, in epoca romana, nella città, Furio Camillo, vinti i Galli, abbia pesato l’oro (aurum in latino) che i barbari stavano trafugando da Roma.

Nel territorio circostante, d’altra parte, si trovava uno dei più importanti ed antichi insediamenti piceni delle Marche: il villaggio di Novilara. Questo insediamento era tra i pochi posti, insieme a Numana ed Ancona, nei pressi del mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di un torrente.

La famosa stele di Novilara, ritenuta picena, è stata recentemente interpretata e tradotta come iscrizione greca arcaica, incisa in un alfabeto che con alcune variazioni era stato adottato da tutti i popoli d’Italia (Piceni, Sanniti, Etruschi, ecc.) tra il VI e II secolo a.C. Dalla reinterpretazione della stele si può dedurre che i greci (noti colonizzatori nel Mediterraneo) si infiltrarono anche in queste aree (probabilmente nel VI-V secolo a.C.), interferendo con le precedenti popolazioni, picene e probabilmente anche umbre ed etrusche. Tracce di lingue antiche si sono conservate nel dialetto, specialmente dell’entroterra e sono soprattutto derivazioni greche. Si può supporre una certa egemonia del greco sulle altre, oppure che i termini greci si siano diffusi più tardi, all’epoca della dominazione bizantina. Ad ogni modo si può constatare l’apparente origine greca del nome Pisaurum, che potrebbe significare «dietro i monti», dalla collocazione della città tra due colli.

Nel IV secolo a.C., nel corso della invasione celtica della penisola italiana, i Galli Senoni occuparono i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro, sovrapponendosi alle etnie precedenti.

Nel 184 a.C. i Romani fondarono la colonia di Pisaurum, (in latino Pisaurum, la cui etimologia è la stessa del fiume Foglia, Pisaurus o più probabilmente Isaurus che, seguendo Francisco Villar, ha la forma di tanti altri idronimi pre-indoeuropei d’Europa); a quell’epoca la parte settentrionale delle Marche era denominata dai romani ager Gallicus e poi ager gallicus picenus.

Questa data di fondazione di un centro con l’attuale nome non si accorda col fatto che Strabone nella sua Geografia, edita intorno al 18 d.C., non cita Pesaro, mentre nomina Fano e da questa passa direttamente a Rimini. Se non si tratta di una svista dello storico greco, la fondazione di un centro di una certa importanza e col nome Pisaurum dovrebbe avere un’età più recente.

Fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da Ottaviano e Marco Antonio, diventando durante l’Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia.

Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la caduta di Roma, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell’Esarcato bizantino di Ravenna.

Nel 752 fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio papale sulla città. Tal dominio fu però solamente nominale, poiché la città era governata sin dall’età carolingia da un rappresentante dell’Impero.

Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della parte imperiali durante le imprese italiane di Federico Barbarossa. Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine del secolo era soggetta, in quanto compresa nella Marca anconitana, al potere di Marquardo di Annweiler, vicario imperiale che, nonostante la durissima sconfitta inflitta all’esercito di Innocenzo III il 25 marzo 1198, dovette rinunciare alle sue mire di fronte all’azione militare della Chiesa cattolica, volta al recupero dei territori sottrattigli. Nel XIII secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al 1216.

Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II di Svevia, si ribellò all’Impero e aderì alla lega delle città guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello stesso anno, Pesaro fu costretta all’obbedienza da Manfredi di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla Chiesa.

La città di Pesaro si trova nella provincia di Pesaro – Urbino. Il sito ufficiale della provincia si trova qui, il sito pesaro-urbino.org è una (piccola) alternativa per chi cerca informazioni sulla città e il territorio.

dicembre 24, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

Ci vuole una dieta

dietaCi sono dei momenti nella vita di un uomo che segnano delle tappe fondamentali, hanno una data precisa e sono delle vere e proprie pietre miliari. Il matrimonio, la nascita del primogenito sono alcune delle più importanti e una delle due è un ricordo estremamente piacevoli.

Altri processi sono più lenti e non hanno dei momenti netti e precisi. Invecchiare e ingrassare, ad esempio.

Tutto questo perchè alla mia veneranda età e veleggiando allegramente verso i novanta chili ho deciso che arrivato il momento di prendere in considerazione di smettere di fumare, presto e di mettermi a dieta, prima o poi. Non so se possono essere considerati segni della mezza età ma se non mi decido non riuscirò mai a godermi la moto che prima o poi spero di riuscire a comprarmi!

dicembre 22, 2014 Posted by | blog | | Lascia un commento

Poche idee ma molto confuse

pocheideemaconfuseLungi da me l’idea di occuparmi di politica. Sarei pronto a cancellarla dalla mente se non fosse per il fatto che la politica si occupa di me e che quello di cui parlano a Roma mi riguarda molto più di quanto vorrei.

Lungi da me l’idea di criticare l’attuale presidente del consiglio (o il precedente o quello prima ancora), a volte però ho la sensazione che politici, burocrati e amministratori a tutti i livelli abbiano poco idee ma molto confuse.

Giusto per fare un esempio, sento parlare da anni dell’idea di spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni. Ed era una cosa che mi sembrava sensata, soprattutto perchè io di patrimonio non ne ho. Magari mi sbaglio ma questa cosa ha un senso se si sposta la tassazione non solo e non tanto da una cosa all’altra ma anche da una persona, o meglio da un gruppo di persone, a un altro.

Detto in altre parole, è inutile che mi metti 80 euro in più in busta paga se poi una addizionale regionale se li frega tutti, mi sento un filo preso per il culo altrimenti!

dicembre 20, 2014 Posted by | Italia | Lascia un commento

La cucina di Perugia

Torcolo di San Costanzo.La cucina perugina, come gran parte della cucina tradizionale umbra, si basa sui prodotti agricoli e dell’allevamento locale e comprende diverse pietanze a base di cacciagione. Si tratta di una cucina semplice che tende ad esaltare il gusto delle materie prime.

Il pane caratteristico della città di Perugia (come nel resto della regione) è simile al pane toscano e marchigiano, ovvero sciapo: la tradizione sciapa viene fatta risalire alla cosiddetta guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1531 per l’uso del sale. Con fette di pane intere abbrustolite, strofinate con uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale e poi condite con olio extravergine d’oliva si prepara la tipica bruschetta. Focaccia caratteristica del territorio, a Perugia e nel resto della provincia, è la torta al testo.

Fra i primi degni di nota gli gnocchi di patate al sugo d’oca, le tagliatelle al ragù con rigaglie di pollo e i cappelletti in brodo.

Per quanto concerne i secondi, tipicamente perugini sono il piccione arrosto ripieno e in carrozza, la porchetta di maiale, e gli arrosti misti alla brace.

L’erba, ovvero diverse erbe campestri selvatiche lessate e ripassate in padella con olio e aglio, rappresenta il contorno più tradizionale.

I dolci tipici sono il torcolo di San Costanzo, caratteristico per i festeggiamenti del Patrono (29 gennaio), a forma di ciambella con pinoli, semi di anice, uvetta e canditi, e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca, dolce tipicamente pasquale. Biscotto tipico per il periodo della Commemorazione dei Defunti (2 novembre), sono le fave dei morti, a base di pasta di mandorle. Frappe e strufoli sono i dolci tipici del carnevale.

Per chi cerca informazioni sulla città di Perugia (e sugli eventi in particolare) consiglio di dare un’occhiata al sito istituzionale per il turismo di Perugia e perugiaxnoi.it

dicembre 17, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

Il successo su internet

gattinoPer avere successo con il proprio sito su internet bisogna avere coraggio e perseveranza. Osare percorrere strade inesplorate, lavorare tanto, tantissimo. Rinunciare alle partite, ai fine settimana, alle ferie, rinunciare a tutto il tempo libero e al sonno per lavorare al blog. Cercare di scrivere articoli interessanti, impostare un piano editoriale e scrivere, scrivere tanto, tantissimo, anche quando non legge nessuno, anche quando nel blog non c’è nessuno che commenta, anche dopo due anni di lavoro.

Pian piano il successo arriva, cominciano ad arrivare gli accessi e con questi i ricavi. 2 euro al mese, poi diventano 8, poi 10 e poi pian piano cominciano a diventare una cifra degna di essere presa in considerazione, 100, 200, 1000 euro al mese.

Poi arriva google e decide che il vostro sito è una ciofeca e non merita le attenzioni dei suoi utenti, le visite precipitano e i ricavi tornano a 5 euro al mese, proprio quando voi avevate iniziare a sentire il profumo dei soldi, proprio quando avevate anche pensato a come investire quei ricavi che cominciavano a sembrare certi.

E’ in quel momento che capite di esservi inerpicati su un terreno estremamente pericoloso, c’è solo da sperare che nel frattempo non abbiate dato le dimissioni dal vostro odiato posto di lavoro.

dicembre 15, 2014 Posted by | internet, seo | | Lascia un commento

Una bella passeggiata

passeggiataPerchè non andiamo a farci una bella passeggiata, ti va?

Ogni tanto uscire di casa (o dall’ufficio), prendere una bella boccata d’aria, vedere altre persone e magari provare anche a comunicare può aiutare a schiarirsi le idee.

Almeno ogni tanto!

dicembre 13, 2014 Posted by | Ridere | | Lascia un commento

Mensa aziendale

14-Disneyland-Employee-Cafeteria-in-1961Solo nella mensa di Disneyland può capitare di mangiare accanto a Pippo o a Biancaneve…

dicembre 10, 2014 Posted by | Fumetti | Lascia un commento

Un nero con un machete

macheteQuesti bigliettini lasciati da papà e mamme americani sul frigorifero mi fanno morire dal ridere. Questo è uno spettacolo: Dave, io e papà siamo andati a fare un po’ di canoa. Steve è qui che lavora quindi se vedi un uomo di colore con un machete… è tutto ok. Mamma

Se io avessi trovato un biglietto del genere lasciato da mia madre mi sarei preoccupato. Più per lei che per il machete. E avrei chiamato immediatamente la neuro!

dicembre 6, 2014 Posted by | Ridere | Lascia un commento