Un altro blog di Pieru?

pieru che in Finlandese rende l’idea …

Pets in the city

Mai nome fu più azzeccato! Agli ideatori dell’evento Pets in the City facciamo i complimenti per la scelta del bellissimo nome ma anche e soprattutto per l’Idea: creare un evento dedicato agli animali da compagnia, quelli che sono nelle nostre case, in città, non è affatto male ma quello che più mi è piaciuto è il fatto che l’evento non è una delle solite fiere in cui vengono premiati cani e gatti bellissimi o stranissimi, almeno a giudicare dalla presentazione si tratta di un’iniziativa che vede come protagonisti i “nostri” pelosetti, magari non perfetti, non bellissimi, privi di pedigree ma comunque membri delle nostre famiglie ed essenziali protagonisti delle nostre case.

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gennaio 16, 2019 Posted by | Italia | | Lascia un commento

Le cose fatte con cura

arancia_meloneNon so come funziona per tutti gli altri che lavorano all’estero, io posso solo parlare e dico che qui dove abito adesso mi trovo benissimo, non tornerei mai in Italia, non ce la potrei fare. Alcune cose però della nostra penisola mi mancano, mi mancano moltissimo.

Una di queste è il cibo e non mi riferisco solo alla qualità delle nostre pizzerie e dei nostri ristoranti ma anche all’attenzione per i componenti di base, in poche parole per quello che si trova al supermercato.

Avendo passato i primi quaranta e passa anni della mia vita in Italia ho alcune abitudini consolidate e radicate. Per esempio non controllo la data di scadenza di un prodotto perchè è impossibile trovare nel banco di un supermercato un prodotto scaduto. Qui può succedere.

In Italia non leggevo sempre l’elenco degli ingredienti qui è necessario. Coloranti e conservanti artificiali imperversano. Ora, io non sono un salutista, igienista, vegano o salcazzo ma non capisco perchè devo mangiare carne colorata artificialmente o formaggio pieno di conservanti.

A volte basta un po’ di attenzione, per esempio non mi pare difficile mettere le arance nella scatola giusta, non credo di sbagliare.

dicembre 23, 2015 Posted by | Italia | | Lascia un commento

Colazione americana

baconAnni e anni di film e telefilm americani stanno provando a insegnarci molte cose. Negli anni ’50 per esempio ci insegnavano che fumare fa figo, negli anni ’80 che mangiare nei fast food è meraviglioso, tutte cose opinabili.

Sul fatto che “la prima colazione è il pasto più importante della giornata” invece l’insistenza dura pervicacemente da molto più tempo e sembra non mollare, “la colazione dei campioni” l’abbiamo sentita citata in mille film, chissà a cosa si riferisce, forse a una vecchia pubblicità made in USA?

Comunque guardando una fonte attendibile sulle abitudini americane, per esempio i Simpson, possiamo concludere che questi la mattina si alzano, si lavano, si vestono di tutto punto e prima di uscire di corsa scaraventandosi fuori dalla porta per non perdere il bus non rinunciano a una abbondante dose di uova e pancetta.

Sarà ma io appena sveglio riesco al massimo a pisciare e a trascinarmi in cucina per il caffè. Poi, se tutto va bene, riesco a darmi una sciacquata approssimativa, a ritrascinarmi in cucina per il secondo caffè e uscire per provare ad arrivare meno in ritardo del solito.

Hanno lo stomaco dei campioni, altro che storie!

dicembre 18, 2015 Posted by | Italia, Ridere | Lascia un commento

Sotp!

sotpTi accorgi che qualcosa non va quando stai percorrendo una strada, sai che è quella sbagliata, eppure non riesci a fermarti. Le indicazioni ci mettono del loro, non sono mica tanto chiare.

A questo punto ogni tanto viene da chiedersi: sicuri che restare in Italia sia una scelta sensata? Non comincia a venirvi qualche dubbio?

Il paese più bello del mondo, il cibo migliore, il patrimonio artistico, la Ferrari e il prosciutto di Parma. Tutto bello e tutto vero, magari un pelo esagerato e frutto di una propaganda subdola efficace ma sostanzialmente vero.

Basta il prosciutto di Parma per andare avanti così?

agosto 1, 2015 Posted by | Italia | Lascia un commento

Reggio Calabria

Villa ZerbiNel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturale, hanno devastato la città che oggi presenta un aspetto devastato effetto principalmente delle ultime ricostruzioni eseguite dopo il terremoto del 1908 fatte sulle vecchie rovine. Molte delle opere d’arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, tuttavia la città conserva esempi monumentali di pregio e antiche vestigia che testimoniano la sua storia plurimillenaria. Il centro della città è, quindi, in prevalenza caratterizzato dall’architettura dei primi decenni del Novecento, e presenta interessanti esempi di stile liberty, neogotico (Palazzo Zerbi), neoclassico (il Teatro Comunale Francesco Cilea), eclettico (Palazzo Mazzitelli) e di quello cosiddetto fascista (la Stazione Ferroviaria, il Museo Nazionale della Magna Grecia, opera di Piacentini, l’ex Caserma dei Giovani Fascisti).

Nel contesto urbano, inoltre, emergono alcune fabbriche di rilievo quali il Castello Aragonese, in parte distrutto per creare le strade adiacenti allo stesso,nella parte alta della città, il vicino Duomo, completamente ricostruito dopo la distruzione del precedente edificio avvenuta con il terremoto del 1908, la Chiesa degli Ottimati, la Chiesa di S.Maria della Cattolica, la Chiesa della Graziella, sopravvissuti almeno in parte al sisma del 1908. La città è anche sede di un Museo Nazionale che, dopo quello di Berlino, è il più grande e importante museo che conserva i reperti della Magna Grecia e che annovera, tra altri reperti di pregio, i famosi Bronzi di Riace e la Testa del filosofo. Reggio Calabria affaccia sul mare e il suo lungomare, ha di fronte la Sicilia e nella fascia mediana ospita uno tra i più importanti orti botanici con varie specie di piante tropicali e alberi di ficus centenari e i resti delle mura greche e delle terme romane. Alle spalle della città si erge il massiccio dell’Aspromonte, che raggiunge i 1.998 m di altezza, con la stazione sciistica di Gambarie e il suo parco naturale.

Alcune notizie sulla tradizione e sul folklore reggino si trovano sul sito reggio-calabria.biz

gennaio 28, 2015 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

Ravenna

Piazza Popolo RavennaÈ la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi sul litorale adriatico. Ravenna, nella sua storia è stata capitale tre volte: dell’Impero Romano d’Occidente (402 – 476), del Regno degli Ostrogoti (493 – 553) e dell’Esarcato bizantino (568 – 751).

Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, come sito seriale “Monumenti paleocristiani di Ravenna”.

Nella seconda metà del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La Darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l’energia.

Chi sta pensando di visitare Ravenna può trovare qualche informazione utile qui.

dicembre 31, 2014 Posted by | Italia | , , | Lascia un commento

Storia di Pesaro

Medaglia PesaroLe origini della città risalgono all’età del ferro, quando Pesaro era un villaggio piceno, come provano gli scavi effettuati nel centro della città nel 1977. Il nome della città, in latino Pisaurum, secondo alcuni deriva dal vecchio nome del fiume Foglia (Isaurus o Pisaurus).

La tradizione vuole invece che il nome della città sia derivato dal fatto che, in epoca romana, nella città, Furio Camillo, vinti i Galli, abbia pesato l’oro (aurum in latino) che i barbari stavano trafugando da Roma.

Nel territorio circostante, d’altra parte, si trovava uno dei più importanti ed antichi insediamenti piceni delle Marche: il villaggio di Novilara. Questo insediamento era tra i pochi posti, insieme a Numana ed Ancona, nei pressi del mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di un torrente.

La famosa stele di Novilara, ritenuta picena, è stata recentemente interpretata e tradotta come iscrizione greca arcaica, incisa in un alfabeto che con alcune variazioni era stato adottato da tutti i popoli d’Italia (Piceni, Sanniti, Etruschi, ecc.) tra il VI e II secolo a.C. Dalla reinterpretazione della stele si può dedurre che i greci (noti colonizzatori nel Mediterraneo) si infiltrarono anche in queste aree (probabilmente nel VI-V secolo a.C.), interferendo con le precedenti popolazioni, picene e probabilmente anche umbre ed etrusche. Tracce di lingue antiche si sono conservate nel dialetto, specialmente dell’entroterra e sono soprattutto derivazioni greche. Si può supporre una certa egemonia del greco sulle altre, oppure che i termini greci si siano diffusi più tardi, all’epoca della dominazione bizantina. Ad ogni modo si può constatare l’apparente origine greca del nome Pisaurum, che potrebbe significare «dietro i monti», dalla collocazione della città tra due colli.

Nel IV secolo a.C., nel corso della invasione celtica della penisola italiana, i Galli Senoni occuparono i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro, sovrapponendosi alle etnie precedenti.

Nel 184 a.C. i Romani fondarono la colonia di Pisaurum, (in latino Pisaurum, la cui etimologia è la stessa del fiume Foglia, Pisaurus o più probabilmente Isaurus che, seguendo Francisco Villar, ha la forma di tanti altri idronimi pre-indoeuropei d’Europa); a quell’epoca la parte settentrionale delle Marche era denominata dai romani ager Gallicus e poi ager gallicus picenus.

Questa data di fondazione di un centro con l’attuale nome non si accorda col fatto che Strabone nella sua Geografia, edita intorno al 18 d.C., non cita Pesaro, mentre nomina Fano e da questa passa direttamente a Rimini. Se non si tratta di una svista dello storico greco, la fondazione di un centro di una certa importanza e col nome Pisaurum dovrebbe avere un’età più recente.

Fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da Ottaviano e Marco Antonio, diventando durante l’Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia.

Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la caduta di Roma, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell’Esarcato bizantino di Ravenna.

Nel 752 fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio papale sulla città. Tal dominio fu però solamente nominale, poiché la città era governata sin dall’età carolingia da un rappresentante dell’Impero.

Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della parte imperiali durante le imprese italiane di Federico Barbarossa. Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine del secolo era soggetta, in quanto compresa nella Marca anconitana, al potere di Marquardo di Annweiler, vicario imperiale che, nonostante la durissima sconfitta inflitta all’esercito di Innocenzo III il 25 marzo 1198, dovette rinunciare alle sue mire di fronte all’azione militare della Chiesa cattolica, volta al recupero dei territori sottrattigli. Nel XIII secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al 1216.

Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II di Svevia, si ribellò all’Impero e aderì alla lega delle città guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello stesso anno, Pesaro fu costretta all’obbedienza da Manfredi di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla Chiesa.

La città di Pesaro si trova nella provincia di Pesaro – Urbino. Il sito ufficiale della provincia si trova qui, il sito pesaro-urbino.org è una (piccola) alternativa per chi cerca informazioni sulla città e il territorio.

dicembre 24, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

Poche idee ma molto confuse

pocheideemaconfuseLungi da me l’idea di occuparmi di politica. Sarei pronto a cancellarla dalla mente se non fosse per il fatto che la politica si occupa di me e che quello di cui parlano a Roma mi riguarda molto più di quanto vorrei.

Lungi da me l’idea di criticare l’attuale presidente del consiglio (o il precedente o quello prima ancora), a volte però ho la sensazione che politici, burocrati e amministratori a tutti i livelli abbiano poco idee ma molto confuse.

Giusto per fare un esempio, sento parlare da anni dell’idea di spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni. Ed era una cosa che mi sembrava sensata, soprattutto perchè io di patrimonio non ne ho. Magari mi sbaglio ma questa cosa ha un senso se si sposta la tassazione non solo e non tanto da una cosa all’altra ma anche da una persona, o meglio da un gruppo di persone, a un altro.

Detto in altre parole, è inutile che mi metti 80 euro in più in busta paga se poi una addizionale regionale se li frega tutti, mi sento un filo preso per il culo altrimenti!

dicembre 20, 2014 Posted by | Italia | Lascia un commento

La cucina di Perugia

Torcolo di San Costanzo.La cucina perugina, come gran parte della cucina tradizionale umbra, si basa sui prodotti agricoli e dell’allevamento locale e comprende diverse pietanze a base di cacciagione. Si tratta di una cucina semplice che tende ad esaltare il gusto delle materie prime.

Il pane caratteristico della città di Perugia (come nel resto della regione) è simile al pane toscano e marchigiano, ovvero sciapo: la tradizione sciapa viene fatta risalire alla cosiddetta guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1531 per l’uso del sale. Con fette di pane intere abbrustolite, strofinate con uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale e poi condite con olio extravergine d’oliva si prepara la tipica bruschetta. Focaccia caratteristica del territorio, a Perugia e nel resto della provincia, è la torta al testo.

Fra i primi degni di nota gli gnocchi di patate al sugo d’oca, le tagliatelle al ragù con rigaglie di pollo e i cappelletti in brodo.

Per quanto concerne i secondi, tipicamente perugini sono il piccione arrosto ripieno e in carrozza, la porchetta di maiale, e gli arrosti misti alla brace.

L’erba, ovvero diverse erbe campestri selvatiche lessate e ripassate in padella con olio e aglio, rappresenta il contorno più tradizionale.

I dolci tipici sono il torcolo di San Costanzo, caratteristico per i festeggiamenti del Patrono (29 gennaio), a forma di ciambella con pinoli, semi di anice, uvetta e canditi, e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca, dolce tipicamente pasquale. Biscotto tipico per il periodo della Commemorazione dei Defunti (2 novembre), sono le fave dei morti, a base di pasta di mandorle. Frappe e strufoli sono i dolci tipici del carnevale.

Per chi cerca informazioni sulla città di Perugia (e sugli eventi in particolare) consiglio di dare un’occhiata al sito istituzionale per il turismo di Perugia e perugiaxnoi.it

dicembre 17, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

I palazzi di Parma

Palazzo della PilottaPalazzo della Pilotta. Costruito da Ottavio Farnese, è il centro storico e culturale della città.

Palazzo del Giardino. È situato all’interno del Parco Ducale; i lavori di costruzione iniziarono nel 1561 su ordine del duca di Parma Ottavio Farnese su progetto del Vignola. Al suo interno sono visibili numerosi affreschi e stucchi ed è sede del Comando della Legione dei Carabinieri di Parma. È previsto che diventerà la sede di rappresentanza dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Palazzetto Eucherio Sanvitale. Situato all’interno del Parco Ducale, è un esempio significativo dell’architettura Rinascimentale a Parma. All’interno sono presenti interessanti decorazioni del XVI secolo attribuite a Gianfrancesco d’Agrate. In una delle sue sale restaurate è possibile ammirare frammenti di un affresco del Parmigianino.

Palazzo del Comune. Situato nel cuore della città (piazza Garibaldi), fu costruito nel 1627 da Giovanni Battista Magnani in occasione delle nozze tra Odoardo I Farnese e Margherita de’ Medici, a seguito del crollo, nel 1606, dell’altissima torre civica sul Palazzo del Podestà, precedente sede comunale.

Palazzo del Governatore. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. In attesa del completamento della nuova sede destinata all’authority alimentare, nel palazzo sono provvisoriamente collocati alcuni uffici amministrativi dell’EFSA. Dopo un importante rinnovo delle parti interne, dal gennaio 2010 il Palazzo del Governatore aspira a diventare un centro di esposizione permanente di arte moderna e contemporanea.[19]

Palazzo Episcopale. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell’epoca il palazzo era situato all’esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni ma sono ancora perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura.
Palazzo delle Poste. Pregevole manufatto del centro storico, situato a due passi dalla Cattedrale, venne realizzato nel 1905 in puro stile liberty da Moderanno Chiavelli.
Palazzo Tarasconi. Fu eretto nel Cinquecento ed al suo interno nel 1860 venne aperto il primo sportello della cassa di Risparmio di Parma. Il retro del palazzo ospitò, durante 20 anni, la tipografia della Gazzetta di Parma.
Palazzo Carmi. In stile neoclassico.
Palazzo Imperiale dell’Arena. Fu costruito per volere di Federico II di Svevia ed in seguito, tra il 1836 ed il 1847, venne ristrutturato da Nicola Bettoli su incarico della Duchessa Maria Luigia; è la sede del Convitto Nazionale.
Palazzo Pallavicino. Edificio in stile barocco a pianta quadrata costruito per volere di Alfonso Pallavicino nel 1646. Pregevole la monumentale balconata ed il porticato; è la sede del Tribunale Amministrativo Regionale.
Palazzo Marchi. Fu eretto nel 1770 ed ospita la sede della Fondazione Arturo Toscanini. Possiede una collezione privata di oggetti provenienti dalla corte ducale.
Palazzo Meli-Lupi. In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli-Lupi; è la sede dell’Unione Industriali Parmense.
Palazzo Tirelli. Si trova in borgo San Vitale 6 ed appartiene dall’inizio del XIX secolo ai marchesi Tirelli, famiglia proveniente da Guastalla, ove nel 1696 Giulio Tirelli fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Farnese, duca di Parma. Questo palazzo rappresenta uno dei pochi esemplari rimasti di palazzo padronale del primo Rinascimento con influsso lombardo. La sua facciata quattrocentesca presenta due finestre rinascimentali centinate e contornate da un alto davanzale sorreggente lesene sovrastate da timpano triangolare. L’androne d’ingresso, che offre una volta con tratti di decorazioni a racemi su fondo chiaro in cui è inserito il simbolo cristologico di San Bernardino, immette in un ampio cortile porticato.
Casino Petitot. È uno tra i primi Cafè costruiti in Italia. L’opera fu realizzata da Ennemond Petitot nel 1766 su volere del primo ministro ducale Du Tillot, contestualmente al rifacimento dello Stradone Farnesiano, effettuato con l’intento di renderlo simile ai boulevard parigini ed esaltare il mito che puntava a riaffermare Parma quale nuova Atene d’Italia.
Palazzo Boselli. È uno fra i pochi palazzi cittadini del XIV-XV secolo. Si trova in strada XXII luglio.
Palazzo dell’Università. Imponente edificio del XVI secolo fu eretto dai padri gesuiti per ospitare i seminaristi della Compagnia del Gesù; è la sede centrale dell’Università di Parma ed ospita il Museo di storia naturale.

Notizie sulla storia di Parma disponibili su parmaxnoi.com

dicembre 3, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento