Un altro blog di Pieru?

pieru che in Finlandese rende l’idea …

Il Corvenale

Tra le bellezze d’Italia c’è la Toscana, che ad ogni viaggio permette di scoprire qualcosa di nuovo, ad ogni viaggio si scoprono nuovi luoghi, nuovi sapori, nuove sensazioni… ogni gita regala emozioni nuove e l’esplorazione sembra non finire mai.
Ho sempre amato Firenze e Siena ma ho sempre sottovalutato la zona di Massa Carrara, casualmente mi è capitato di fermarmi in quella zona, per motivi di lavoro, e di alloggiare al Corvenale, un bed and breakfast che mi è stato consigliato dal cliente. Alle volte NON usare bookings e gli altri siti di prenotazioni permette di fare scoperte interessanti: i gestori della casa non sanno fare le fotografie, come si vede chiaramente da quanto pubblicano sul sito internet, però il posto è bellissimo, la casa molto interessante (se ne parla anche su wikipedia), le camere pulite, il servizio all’altezza e i prezzi più che ragionevoli, soprattutto per chi viaggia da solo.
La cosa più spettacolare è la vista, come si capisce dalla foto che ho pubblicato qui sopra.

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Mag 22, 2019 Posted by | Italia, turismo | , | Lascia un commento

Piatti tipici di Lucca

Focaccia all'olio di LuccaAlcuni piatti tipici della tradizione lucchese:
pane lucchese, che al contrario del pane toscano è salato
buccellato, pane dolce con uvetta sultanina e anice
minestra di farro
Garmugia, zuppa a base di carne
ravioli; propriamente “tordelli”, con ripieno di carne ed erbe
biroldo, salume a base di sangue e frattaglie di suino
castagnaccio dolce a base di farina di castagne
pasimata, dolce pasquale simile ad un pane dolce
torta co’ becchi, dolce di pasta frolla (in genere al gusto di cioccolato, di crema o di erbe) dotato di una corona esterna di pasta frolla ripiegata in modo da assumere la forma di “corna” o becchi
biadina, liquore a base di erbe
china Massagli, liquore a base di erbe
Colline lucchesi, vino DOC
Montecarlo (vino), vino DOC

Altre notizie sulla cucina tradizionale di Lucca sono disponibili qui.

novembre 26, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

Siena e Palio

Siena_Palio-Fahnen_20030815-360Il palio

Il 2 luglio e il 16 agosto a Siena, in Piazza del Campo, si svolge il tradizionale Palio, una corsa di cavalli montati a pelo (senza sella) tra le diverse contrade di Siena che monopolizza l’attenzione della città per diversi giorni; questo è dato dal fatto che il palio non è esclusivamente una manifestazione storica o la rivisitazione di un’antica giostra medievale, ma è l’espressione dell’antichissima e radicata tradizione senese. Il palio è ben lontano dall’essere una manifestazione che si possa gabellare in “pochi giorni”, ma è il frutto di un’accurata e maniacale organizzazione da parte delle contrade cittadine, che conducono un’intensa vita sociale ed associativa durante tutto l’arco dell’anno. Vi sono in tutto 17 contrade (Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone) dieci delle quali partecipano al Palio; ad ogni corsa correranno obbligatoriamente le 7 contrade che non hanno preso parte alla corsa l’anno precedente e saranno estratte a sorte tre delle dieci contrade che già avevano corso la carriera un anno prima così che i rioni che possano prendere parte alla manifestazione siano sempre e comunque dieci. Le estrazioni avvengono circa un mese prima del palio (l’estrazione a sorte per il Palio di agosto solitamente avviene la domenica successiva al Palio di luglio).
Il Palio richiama anche molti turisti ed è seguito in diretta da molte televisioni.

Collegata al Palio è una viva polemica da parte delle associazioni di animalisti che ritengono la corsa estremamente rischiosa per la vita dei cavalli. Anche a causa di queste pressioni dell’opinione pubblica, negli ultimi anni il Comune ha moltiplicato gli sforzi per garantire un alto livello di sicurezza e di supporto veterinario.

A Siena comunque il cavallo è tenuto in grande cura e allenato per tutto l’anno e particolarmente durante le 96 ore del Palio, visto che questi è l’unico in grado di portare il “cencio” (il riconoscimento della vittoria) nella contrada: è il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera (la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell’animale) e non il fantino. È il cavallo che vince il Palio anche “scosso” (cioè senza il proprio fantino). A Radicondoli esiste anche un pensionato per tutti i cavalli da Palio che non possono più correre per infortuni o per anzianità. Un’ultima nota per far comprendere la venerazione dei senesi per questo animale: non si dimentica il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa e ai più vittoriosi si dedicano tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori a questi corridori scomparsi (ad esempio la tomba di Brandano, un mitico cavallo del recente passato di Siena).

Fonte: wikipedia

Le contrade

Le contrade si costituirono tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo quali organi decentrati del Comune con compiti amministrativi e di ordine pubblico. A capo di tali istituzioni – con sede nelle chiese, luoghi di culto e di riunione – fu posto un Sindaco, che rispondeva del suo operato direttamente al Podestà, affiancato da Consiglieri eletti dal Popolo. La struttura delle Contrade fu completata dalla formazione delle Compagnie Militari (l’esercito della Repubblica) in cui prestavano servizio tutti gli uomini validi. Le Compagnie Militari furono a loro volta raggruppate nei cosiddetti “Terzi” in cui era territorialmente divisa Siena: “Terzo di Città”, “Terzo di S. Martino”, “Terzo di Camollia”. Nel Trecento le famiglie di Siena erano suddivise in 42 Contrade, che si ridussero a 23 fra il XV e XVI secolo. Le 23 contrade presero il nome di Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Gallo, Giraffa, Istrice, Leone, Liocorno, Liofante, Lupa, Montone, Nicchio, Oca, Onda, Orso, Pantera, Quercia, Selvalta, Spadaforte, Tartuca, Vipera. Nel corso del tempo alcune Contrade sono state “inglobate” da altre (all’anno 1675 si fa risalire la definitiva scomparsa di sei Contrade: Gallo, Leone, Orso, Spadaforte, Vipera, Quercia) e le attuali Contrade sono 17: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa, Leocorno, Oca, Nicchio, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone.

Fonte: sienaxnoi.it

ottobre 29, 2014 Posted by | Italia | , , | Lascia un commento

Turismo a Pisa

PisaDuomoSunset20020322Nonostante Pisa sia annoverata fra la maggiori città d’arte d’Europa, gran parte del turismo gravita tutt’oggi intorno al complesso romanico di Piazza del Duomo con delle ricadute negative sulla città stessa: se il Museo dell’Opera del Duomo è fra i musei più visitati d’Italia, è emerso che la maggior parte degli altri musei della città sono invece semisconosciuti.

Nel 2008 il museo di Palazzo Reale è entrato nella triste classifica dei musei meno visitati del Paese, mentre sia nel Museo nazionale di San Matteo, nella Certosa di Pisa e nel Museo della Grafica si registrano cifre significative, ma non paragonabili a quelle che si registrano nel complesso di Piazza del Duomo

Con l’apertura del Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, avvenuta nel 2008, il restauro del Palazzo Reale e l’imminente recupero dell’area dell’Ospedale Santa Chiara, la città sta puntando ad una rivalutazione del suo centro storico e ad un assetto urbanistico più moderno e accogliente, sia per il turista che per il cittadino, che tenda alla riqualificazione di aree importanti e meno conosciute come i lungarni. Gran parte delle opere in programma sarà realizzata con i fondi PIUSS stanziati dall’Unione Europea, mentre il restante verrà finanziato dalla Regione Toscana, dal Comune e dalla Provincia di Pisa.

Per chi cerca informazioni turistiche su Pisa e sul suo territorio internet offre una miriade di possibilità, wikivoyage ad esempio ma anche il piccolo sito pisaxnoi.it gestito con entusiasmo e passione.

ottobre 22, 2014 Posted by | Italia | , | Lascia un commento

La casa di Michelangelo ad Arezzo

Appena fuori Arezzo vale sicuramente la pena di visitare Caprese Michelengelo, il minuscolo e pittoresco paese arroccato sull’Alpe di Catenaia in cui nel 1475 nacque Michelangelo Buonarroti quando il padre ne era podestà. Tra il 1494 ed il 1513 Michelangelo realizzò, tra Roma e Firenze, le sue opere più note, tra cui il David, la Pietà, il Mosè e la volta della Cappella Sistina. Dal 1516 lavorò al complesso architettonico di S. Lorenzo a Firenze, realizzando le statue e la struttura architettonica della Cappella Medicea. Nel 1524 gli fu commissionata la Biblioteca Mediceo-Laurenziana. Tornato a Roma, nel 1534 iniziò ad affrescare il Giudizio Universale. Sopra il centro abitato di questo minuscolo paese sorge il castello trecentesco, all’interno del quale si trova l’ex Casa del Podestà, del XIV secolo, che la tradizione vuole essere stata la casa natale del Buonarroti. Oggi è la sede del Museo michelangiolesco, che conserva calchi e riproduzioni fotografiche delle opere dell’artista.

aprile 17, 2011 Posted by | Italia | , | Lascia un commento